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Anno Accademico 2015/2016: la Musicoterapia attraversa l’Uomo

Tesi per il Diploma:
Scuola di Naturopatia online FRAMENS

La Musicoterapia attraversa l’Uomo

Connessioni nella morfologia dei diversi strumenti e gli organi umani, mediante l’analisi di brani classici e contemporanei


Anno Accademico 2015/2016

Relatore: D.ssa Maria Dominica Chierichetti – Candidata: Francesca Romana Belli


ABSTRACT


La musicoterapia si avvale di tecnologie sonore, in cui la musica viene utilizzata a scopi terapeutici e di profilassi per molteplici problemi patologici sia in ambito psico-fisico che comportamentale.

Anche se l’OMS, per ora, non la considera tra le discipline ufficiali terapeutiche, tuttavia è innegabile che lo studio della musicoterapia sia andato avanti tanto da avere dei ferventi sostenitori in alcuni paesi europei e americani.

In molte università e in molti ospedali si stanno sviluppando ricerche cliniche volte a confermare l’utilità delle tecniche legate alla musicoterapia. Risultati positivi si sono registrati nei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, da alcune forme di autismo, dalla ipertensione e nelle difficoltà provocate da handicap e da disturbi della psico-motricità, nei deficit di apprendimento e di coordinamento, per non tralasciare le patologie psichiche (ansia, depressione, attacchi di panico…) e cardiovascolari.

Anche se non si tratta di una cura vera e propria, l’ascolto di una melodia può però incidere notevolmente su alcuni sintomi.

Il potere della musica è, a dir poco, infinito. Ci rallegra, accompagna i momenti più belli della nostra vita, ci culla nei ricordi, allevia le nostre sofferenze quando siamo giù di morale. Ascoltare una canzone, per quanto semplice e banale possa sembrare, è un’azione, praticamente quotidiana, che fa parte delle giornate di tutti noi.

 

Anno Accademico 2009/2010: Depressione e Disturbi Alimentari

Tesi per il Diploma:
Scuola di Naturopatia online FRAMENS

Curare con la Medicina Naturale Depressione e Disturbi Alimentari

I messaggi di emozioni non dette


Anno Accademico 2009/2010

Relatore: Luigi Piccolo – Candidata: Isabella Giussani


ABSTRACT


Ho scelto di trattare il tema della depressione e dei disturbi alimentari visto che sono delle patologie in forte crescita negli ultimi anni.


Sono malattie oggetto di diverse discussioni e diversi punti di vista, e con estrema difficoltà si riesce a capire il perché della loro comparsa e quale cura consigliare.


Spesso i metodi più veloci, e forse più superficiali, sono quelli più consigliati, come l’uso di psicofarmaci e altri medicinali nati in un laboratorio, mentre le soluzioni che ci regala la natura vengono messe in secondo piano. Gli psicofarmaci non sempre sono necessari!


Parlo di questo delicato tema avendolo vissuto in prima persona, e per sollevare un dibattito e delle riflessioni in chiunque leggerà queste pagine.


Purtroppo alcuni programmi televisivi, e/o alcuni articoli, relativi ai disturbi alimentari e alla depressione, hanno trasmesso solo considerazioni superficiali, senza approfondire veramente il tema, senza dare veramente importanza alla persona in quanto tale.


L’ignoranza dell’opinione pubblica riguardo questa delicata malattia è “spaventosa”. I disturbi alimentari non sono legati solo ed esclusivamente alle ragazze che inseguono il sogno di diventare modelle.


Chi dimagrisce, chi si fa mangiare dalla malattia, ha un malessere talmente profondo, silenzioso e insoluto da far desiderare l’invisibilità.


I disturbi alimentari hanno radici più profonde delle immagini proposte dai media.


Con questa affermazione non voglio discolpare totalmente la moda e/o la televisione; anzi… Il bisogno di apparire, di essere sempre al “Top”, di dimostrare di essere di più di quello che si è, sono solo alcuni dei sintomi di chi va incontro all’anoressia. Tali malesseri possono essere, effettivamente, accentuati dalla pubblicità, dai media o dalla richiesta della società (mi capita di vedere sempre più spesso la richiesta di BELLA PRESENZA negli annunci di lavoro).


In realtà, però, questi bisogni nascono da una ricerca di soddisfazione personale nella vita “reale”, all’interno della dimensione famigliare, nei rapporti di amicizia; ogni giorno l’insoddisfazione cresce facendoci pensare di essere sempre più inutili, falliti, inadatti e disarmonici con il nostro mondo che ci circonda, fino al punto di voler sparire, essere invisibili.


Dall’anoressia non si guarisce “mangiando di più”, dall’anoressia si guarisce lottando contro una depressione nascosta, silenziosa e in alcuni casi anche mortale. Dare voce a questo malessere, ritrovare l’armonia e l’amore per se stessi, è la chiave ma la ricerca è difficile e molto dura.


La chiave giusta per aprire la porta della guarigione la hanno tutte le persone che soffrono di questi disturbi, solo che nel mazzo ci sono cosi tante chiavi, che trovare quella giusta, comporta una lunga ricerca dentro noi stessi. Sono mille le porte che si trovano in questo labirinto chiamato depressione e/o disturbi alimentari, e la natura può porci una mappa e mostrarci la chiave e la strada giusta.


I disturbi alimentari non sono una malattia di solo “stomaco” ma di “mente e spirito” e con questa tesi voglio trattare proprio questo lato della malattia. Mente e spirito in equilibrio vuole dire salute!!!!

 

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