Tesi per il Diploma:
Scuola di Naturopatia online FRAMENS
Cannabis e CBD: storia, utilizzi ed evidenze scientifiche
Anno Accademico 2024/2025
Relatore: Luigi Piccolo
Candidato: Francesco Battaglia
Negli ultimi secoli l’umanità ha fatto progressi da gigante in moltissimi campi, ottenendo risultati non pensabili prima del progresso tecnologico, industriale e scientifico.
In un secolo le nostre botteghe si sono trasformate in supermercati, ricolmi di prodotti e alimenti delle più svariate origini. I giornali e i libri sono diventate televisioni e smartphone, in grado di uniformare e monopolizzare i popoli. Dai buoi da tiro e i destrieri siamo arrivati ai trattori e alle automobili, complici la ricerca energetica ed industriale. Le grandi epidemie e le infezioni del passato sono, alla lunga, un lontano ricordo per il mondo civilizzato, grazie alla scoperte riguardanti l’igiene e i primi antibiotici.
Certamente sotto la spinta dei settori biochimico, medico, fisico ed energetico, abbiamo realizzato un’espansione in termini di sopravvivenza e di possibilità di vita enorme rispetto a quanto fosse possibile fino a pochi secoli fa.
La ricerca smaniosa dell’innovazione, però, trascina con se popoli che si stanno estraniando da quella che era la loro origine, generazioni schiave di lavori artificiali, inconsapevoli dei processi produttivi che portano sulla loro tavola un avocado o un uovo di gallina, ancor meno riguardo le reali necessità del proprio corpo.
In tutto questo marasma che definiamo evoluzione, la parte di mondo più civilizzata ha dimenticato le sue origini: l’uomo raccoglitore e cacciatore del Neolitico è stato sostituito forzatamente dall’Homo consumista moderno, per la maggior parte scollegato con il Pianeta e la Natura.
Viviamo perlopiù circondati da asfalto e cemento, una vita frenetica all’insegna delle scadenze e degli impegni, assaltati da offerte, maxi sconti, prodotti colorati e super tecnologici, alimentandoci alla rinfusa, in preda agli istinti di un cervello rettiliano che di fronte all’abbondanza non sa dire di no. Abituati ormai ad andare dal medico ed in farmacia per farci prescrivere una pillola, una compressa, uno sciroppo per curarci, o meglio, farci passare i sintomi. Il più velocemente possibile. Sperando che quegli effetti collaterali iatrogeni non si manifestino proprio su di noi.
Non c’è da stupirsi, quindi, se una percentuale sempre più alta di popolazione è vittima di malattie metaboliche, infezioni ricorrenti, intolleranze alimentari, disturbi di stomaco e intestinali, o patologie ben più gravi.
Ci siamo scordati di un’enorme cultura, che permane invece nei Paesi più poveri e meno industrializzati, legata a tutti quei rimedi che hanno accompagnato l’umanità da sempre, quali azzeccati e quali meno, e che non provocano una soppressione di un sintomo, od un’ulcera, o una dissenteria, ma sono in grado di riequilibrare il nostro corpo, affiancandolo nel processo di guarigione.
Solo rallentando e rivalutando la propria storia potremmo davvero essere la specie di maggior successo di sempre.
In questo testo analizzerò la storia, i principi attivi e le principali evidenze mediche riguardo una delle piante che più ci ha accompagnato nel corso della nostra storia, recentemente riscoperta come possibile soluzione verso patologie ancora senza rimedio, e sostituta di farmaci più pesanti e tossici.


